mercoledì 12 novembre 2014

Cos’è Crevit? Quanto vale e come si ottiene?

Per la rassegna stampa, presentiamo un articolo di Atomo del male, sito che "offre la possibilità di poter esprimere liberamente il vostro pensiero nel rispetto altrui, potendo spiegare a sé e agli altri cosa ci preoccupa e ci interessa".

Cos’è Crevit? Quanto vale e come si ottiene?

Crevit si presenta come «moneta complementare» ma a ben vedere assomigliano più a dei buoni pasto che a dei bitcoin. Il Crevit è una misura di scambio che non è convertibile in denaro, anche se a ogni Crevit viene dato il valore di un euro che si può utilizzare all’interno del circuito per scambiarsi beni e servizi.
Come si ottengono dei Crevit?
Chi vuole partecipare al sistema Crevit deve semplicemente registrarsi al sito. Con la registrazione si apre automaticamente anche un conto. A questo punto verrà concesso un fido in Crevit da ripagare entro 24 mesi operando all’interno del sistema vendendo beni o servizi e partecipando a programmi promozionali.
Come guadagna Crevit?
Ci sono due commissioni una relativa all’erogazione del fido e incide per il 5% della disponibilità anticipata, e una seconda che incide per il 2% e che viene addebitata al raggiungimento di un risultato e cioè quando un utente riceve un accredito da parte di un altro utente in moneta complementare. Ovviamente queste commissioni bisognerà pagarle in euro.
Facciamo un esempio
Una persona vuole comprare una maglia che costa 100 Crevit, che equivalgono a 100 euro, chiede un fido di 100 e lo ottiene pagando solo 5 euro a Crevit, con quei 100 euro acquista il giubbotto spendendo solo 5 euro. A Questo punto dovrà iniziare ad operare all’interno del sistema – vendendo beni o servizi e partecipando a programmi promozionali – per guadagnare i 100 Crevit da ridare a Crevit stesso. Una sorta di baratto con una spesa d’ingresso.
Se non si riesce a coprire il fido?
L’utente può mettere a disposizione un oggetto da vendere e che ha un valore sufficiente a coprire il debito, oppure sanare il debito in denaro attraverso piani di rientro: un Crevit vale un euro.
E’ uguale al Bitcoin?
No. La differenza è sostanziale: il bitcoin viene registrato su memoria informatica e non è legato al fallimento di una singola società. Qui, invece, i crediti svaniscono con un fallimento.

The Flash

martedì 11 novembre 2014

Riprende la rassegna stampa con un articolo di Pagina 99

Pagina 99, quotidiano di economia e cultura, si è occupata di Crevit.
 
20 | INNOVAZIONI pagina 99we | sabato 25 ottobre 2014
Tutti i dubbi su Crevit, la nuova moneta.

Inchiesta | Tappezza le città di pubblicità, e le aziende corrono a iscriversi. Ma il modello di business della società di Marco Melega, con sede a Hong Kong, è tutto da scoprire. In attesa di una legge-quadro


CHIARA ORGANTINI «Il vero limite è la diffidenza generalizzata alimentata da una situazione di mercato sofferente a causa delle strette dell’attuale sistema del credito». Così Marco Melega, ideatore di Crevit, descrive una delle motivazioni che lo ha portato sul mercato delle monete complementari. La fiducia, prima di tutto: sia verso il privato che cerca credito, ma anche verso chi lo eroga. La sua moneta complementare («La più pubblicizzata in Italia», si legge sul sito web), lanciata da qualche mese, è la prima che, teoricamente, consente l’estensione del sistema di barter – il baratto – a famiglie e privati oltre che alle aziende. Fino a oggi gli altri attori – quantomeno i più rilevanti per bacino di utenza: BexB, Visiotrade, Sardex, Samex e Scec - si erano cimentati quasi sempre (con le eccezioni rappresentate da Scec e dall’estensione recente del circuito Sardex) nel BtoB, business to business, ovvero la creazione di “camere di compensazione” per gli scambi esclusivamente tra aziende, all’interno di un ecosistema geografico o di filiera, con eventuale emissione di biglietti, alias “buono sconto”, sul prezzo, riutilizzabili una volta incassati. Comune a tutti: non si usa la moneta ufficiale, l’euro, ma un’unità di conto, spesso non convertibile in euro, ed eventualmente si paga con quel che si produce. E così anche in Italia, dopo le circa 5.000 monete complementari stimate esistenti nel mondo, il sistema ha preso  piede: molte aziende vi ricorrono per sperimentare forme di scambio che le portano ad acquisire materiale o materie prime, normalmente pagate in denaro; o eventualmente a scambiare beni e servizi per implementare la propria visibilità, investire sul know-how. La sfida del barter è stata quella, fin da principio, di creare comfort-zone complementari all’euro, appunto, ovvero possibilità aggiuntiva di spesa in tempi di crisi, quando l’euro fatica a circolare. Si stima che la somma delle aziende coinvolte nelle camere di barter dei principali protagonisti italiani si aggiri intorno alle 25 mila unità, con un giro di crediti stimabili per centinaia di milioni di euro. Ebbene quel che Crevit, o meglio quel che Marco Melega ha capito, è che non si può lasciare un campo incolto come quello del credito tra privati. Così ha creato Crevit, che è– come recita una breve presentazione sul sito – «un’unità di conto non convertibili in denaro rappresentativa di beni e servizi, spendibile esclusivamente presso gli utenti titolari di Conto Crevit». E, anzi, Melega spiega che «famiglie e aziende possono aprire un conto subito perché è gratuito: possono pubblicare offerte, emettere ed accettare la propria moneta - i crevit appunto (1 crevit=1 euro) - per finalizzare compravendite con gli altri utenti del circuito titolari di Conto Crevit». Se “vendi”, però, paghi una commissione, del 5%, in euro. E se vuol spendere prima di aver ottenuto accrediti in crevit, l’utente può richiedere un fido tramite semplicissima istruttoria online, con disponibilità garantita entro 24 ore» chiarisce Melega. Tutto a posto, quindi. Tanto lecommissioni le facevano pagare anche Be e Visiotrade, pur non dicendoti però che era gratuito, come invece fa Melega. Le differenze sostanziali, e qualche criticità, sorgono quando si parla del fido: non è obbligatorio, non è un vincolo. È chiaro però che qualora l’utente non dovesse ricompensare il fido e quindi recuperare crediti con gli scambi, «dovrà» –stavolta sì, l’obbligo– rinnovare il fido o chiudere la posizione in denaro. In sostanza la capacità di emissione dei crevit è affidata agli utenti, che sono in teoria monitorati dall’algoritmo di Crevit – il target bonus system: non un fondo di garanzia, né un’assicurazione, né una parte terza che garantisca la solvibilità delle operazioni, figuriamoci l’occhio di Banca d’Italia. Non serve. «Non comunichiamo nulla alla centrale del rischio interbancario», spiega sicuro ancora Melega. La fiducia, si diceva. Verrebbe da chiedersi: un utente Crevit potrà comunque sentirsi rassicurato anche quando, avendo come unico riferimento l’azienda –in caso di insolvibilità di un utente – dovrà rivalersi su di essa? Certamente l’aver fatto transitar la Crevit Italia srl su una holding a Hong Kong, in luglio, quando è partita l’operazione, qualche punto interrogativo lo pone. Melega però ha esperienza di barter alle spalle, come testimonia anche il suo ex mentore Silvio Bettini, fondatore e amministratore di BexB: il padre di quasi tutte le monete complementari italiane. Il cremonese Marco Melega è un uomo dalle mille risorse. Ha alle spalle fallimenti, come tanti altri imprenditori, ma soprattutto la capacità di rinascere sempre dalle ceneri. Bettini, che a dicembre 2013 ha cessato tutte le sue quote da una società di Melega, spiega che il ragazzo «ha fatto barter con BexBe ci deve ancora dei soldi. Come Visiotrade, d’altronde». Ma Melega ha un bel portafogli di partecipazioni in società, diverse come amministratore unico. Tanto che è forse grazie ai 10 milioni in pancia a una di queste, che ha potuto investire i 2 milioni di euro in pubblicità e il milione in struttura e piattaforma che ha dichiarato, visto che i bilanci 2013 della Crevit (in perdita con 62 mila euro nel 2012 e di 27 mila, lo scorso anno) non sembrano giustificare un tale importo. A meno che, appunto, le risorse non siano giunte nel corso del 2014 o da una cassaforte del gruppo Melega, come la Italian Properties srl. Sta di fatto che le aziende con cui ha fatto barter, Melega le ha inserite nel circuito di Crevit, perché il suo pallino fisso è sempre stato quello di lavoraresulla comunicazione attraverso le imprese e le aziende, non solo quelle piccole. Infatti, Crevit ha ideato una piattaforma di comunicazione promozionale per aziende e privati (ditte individuali) che vogliono aderire al circuito: aderisci, compri, vendi e ti faccio la pubblicità gratis. Ma in realtà l’idea è ancora più rivoluzionaria, e forse per questo i competitor non perdono d’occhio Melega «Tempo fa – ed è ancora Bettini a svelare le carte – Melega venne a propormi di tentare l’operatività di barter sui privati coinvolgendo la grande distribuzione organizzata. L’idea era quella di lavorare sulla verticalizzazione della comunicazione della grande distribuzione organizzata (GDO), faccio la pubblicità, la pioggia di volantini, tutto quel che serve, e tu GDO mi paghi in buoni spesa che rimetto nel circuito dei piccoli, privati e delle aziende; con i quali loro stessi vengono a comprare da te». Alla fine l’affare non va in porto. Bettini non è convinto e declina la proposta. L’idea però non si poteva cestinare. Così Melega ha lanciato Crevit, pensando di costruire qualcosa di più di un semplice circuito di barter: una filiera senza soluzione di continuità, perché ogni utente può farsi incaricato commerciale e andare a cercarsi crediti da nuovi utenti, quasi un sistema multilevel. D’altronde, perché togliere la possibilità di far entrare sempre più utenti, magari responsabilizzandoli, visto che i trader non sono previsti? Intanto, con il sistema già avviato, Melega ha ottenuto il coinvolgimento del marchio GDO Dico e sta portando dentro due distributori di carburante. Sembrerebbe un sistema perfetto, in cui in prospettiva si potrà arrivare a pagare un’opera d’arte con buoni spesa Dico e buoni carburante. Tanto la spesa e la benzina la facciamo tutti, no?  Tuttavia il problema che si pone è: dove andare a mettere un milione di buoni di spesa, se la filiera è estendibile «per statuto» ma l’utente finale potrebbevolere un corrispettivo in euro, anziché in crediti? C’è insomma il rischio che la catena si spezzi e che a pagarne le conseguenze sia l’utente, per ben due volte: con i suoi crediti-crevitinsoluti e con la necessità di compensare il fido Crevit in euro. Cristiano Bilucaglia, fondatore e amministratore delegato di Visiotrade – anche lui sulla piazza della moneta complementare con circa 3.000 aziende e 100 milioni di transazioni –racconta senza remore che«il polverone attorno a Crevit un po’ ci preoccupa, perché può minare la fiducia alla base del sistema. E l’esigenza normativa, che regolamenti la situazione, si sente da tempo. L’Italia è il Paese che amo e vorrei che la moneta complementare lo aiutasse a stare meglio». E infatti, per una volta, la politica si è mossa per tempo, presentando una proposta di legge, appena depositata in commissione Finanze alla Camera. Si tratta di un’iniziativa di Sergio Boccadutri, transfugo di Sel oggi nel Pd di Renzi, che ipotizza una distinzione tra backed currencies, cioè monete complementari con copertura in moneta (Visiotrade, BexB) emesse in cambio di versamento del controvalore in euro; e mutual credit currencies (Sardex, Samex), cioè monete di credito cooperativo, costituenti l’unità di conto utilizzate all’interno di una camera di  compensazione. Poiché entrambi i sistemi sono utili e la Regione Lombardia ha deliberato una legge regionale - bloccata dalla Consulta - per attivare un circuito di moneta complementare, occorre che il governo individui nella Banca d’Italia un’autorità di vigilanza sugli elementi principali del circuito: il controvalore complessivo del circolante in moneta complementare; l’istituzione di un fondo vincolato; il controllo sui prezzi di beni e servizi veicolati; la creazione di un organo di garanzia interno al circuito che cooperi con la vigilanza di Banca d’Italia. Bettini, come anche Bilucaglia ammette che serve una regolamentazione e che si sta già muovendo con le altre aziende sul mercato: «Ben venga la legge». Interpellato da Pagina99 sulla proposta, Marco Melega non ha risposto.

 




 

   

 

 





 


   

giovedì 6 novembre 2014

CONTABILITA’ E FISCALITA’ IN CREVIT

Aspetto contabile: al momento della concessione del FIDO, Crevit Italia Srl emetterà una fattura per la cessione di “buoni spesa virtuali del circuito CREVITTM all’utente convenzionato al circuito. Al ricevimento della fattura di acquisto occorre rilevare, al Passivo, un debito nei confronti di Crevit Italia Srl per l’importo dei “buoni spesa del circuito CREVITTM ricevuti e, all’Attivo alla voce Crediti, un conto denominato “Buoni spesa del circuito CREVITTM o semplicemente “Conto CREVIT” o “Cassa CREVIT”. Il conto “Buoni spesa del circuito CREVIT” sarà movimentato in “Dare” per le vendite effettuate all’interno del circuito CREVITTM e il corrispondente incasso dei buoni spesa mentre sarà movimentato in “Avere” per le cessioni dei buoni spesa a seguito degli acquisti di beni e servizi effettuati all’interno del circuito. Il fornitore Crevit Italia Srl potrà essere saldato tramite il pagamento con banca e/o tramite la richiesta di nota di credito relativa al credito residuo di “Buoni spesa virtuali” che risulterà sul proprio conto CREVIT al momento della richiesta.

Aspetto fiscale: ogni movimentazione, cessione, acquisto di “buoni spesa virtuali del circuito CREVIT” e’ un’operazione “fuori campo IVA” (art. 2 comma 3^ lettera a del DPR 633/72) e per convenzione viene disciplinata tra gli utenti e da/per Crevit Italia srl mediante fatturazione degli stessi. Un esempio: l’utente 1 acquista dall’ utente 2 un prodotto o servizio valorizzato 100+iva 22% pagandolo al 100% in Crevit. L’utente 1 emette fattura per il prodotto/servizio all’utente 2 di 122,00. L’utente 2 emette all’utente 1 fattura con codice IVA DPR633/72 art.2 comma 3 lettera a, per la cessione di 122 Crevit. Utente 1 e Utente 2 compensano contabilmente le fatture ed azzerano le reciproche posizioni

 
 
 
 
 

venerdì 31 ottobre 2014

Pillole

Con  questo post viene inaugurata una nuova rubrica: saranno riportate puntualmente  le notizie del sito ufficiale di Crevit, con un’attenzione particolare a quelle che trattano di un suo utilizzo pratico, per confermare che la moneta bianco-verde può davvero soddisfare le esigenze di tutti.

LA SPESA AL SUPERMERCATO
Data di pubblicazione: 11 ottobre 2014
Un utente ha appena effettuato una transazione di 5.000 CREVIT per l'acquisto di BUONI SPESA di una nota insegna nazionale di SUPERMERCATI. In pratica si è aggiudicato l'opportunità di effettuare la spesa di tutti i giorni fino ad un controvalore di 5.000 Euro! Cosa aspetti? Prova anche tu ad ACQUISTARE SENZA DENARO. CON CREVIT OGGI PUOI!
http://www.crevit.it/news/detail/con-crevit-fai-la-spesa-al-supermercato#sthash.x0FSM0AX.dpuf

DEPOSITO CAUZIONALE IN CREVIT
Data di pubblicazione: 16 settembre 2014
Un utente azienda ha appena transato 6.000 CREVIT utilizzandoli quale garanzia e deposito cauzionale su un contratto di logistica e trasporti. Fare affari è semplice e sicuro con CREVIT, senza bisogno di utilizzare denaro! Cosa aspetti? Apri il tuo Conto Crevit
http://www.crevit.it/news/detail/crevit-come-deposito-cauzionale#sthash.jOgro67N.dpuf


OPERA D'ARTE VENDUTA IN CREVIT
Data di pubblicazione: 26 agosto 2014
Nel circuito CREVIT è stata appena perfezionata la compravendita di un'opera d'arte, del valore di € 60.000,00, a 54.720 CREVIT ovvero SENZA L'UTILIZZO DI DENARO! E tu cosa aspetti? APRI SUBITO UN CONTO GRATUITO. CREVIT E' GRATIS ...e lo sarà sempre!
http://www.crevit.it/news/detail/opera-d-arte-venduta-in-crevit#sthash.ZQA7CtnH.dpuf

ACQUISIZIONE DI QUOTE SOCIALI
Data di pubblicazione: 7 agosto 2014
Un utente privato ha appena finalizzato un trasferimento di 10.000 CREVIT a favore di altro utente privato per l' ACQUISTO DI QUOTE SOCIALI, SENZA UTILIZZARE DENARO!
http://www.crevit.it/news/detail/acquisizione-di-quote-sociali#sthash.PBUTUl8R.dpuf

COMPRAVENDITA IMMOBILIARE
Data di pubblicazione: 1 agosto 2014
Un utente azienda, dopo aver superato l'istruttoria per l'ottenimento dell'affidamento commerciale, ha trasferito 170.000 CREVIT ad altro utente azienda per la sottoscrizione di un preliminare di compravendita immobiliare, SENZA UTILIZZARE DENARO. In questo modo l'azienda ha colto l'occasione di effettuare subito un investimento che altrimenti avrebbe rimandato in futuro, incrementando il proprio patrimonio e favorendo il proprio sviluppo. I CREVIT anticipati li compenserà in futuro con proprie vendite all'interno del marketplace CREVIT. 
http://www.crevit.it/news/detail/compravendita-immobiliare#sthash.18rse5JE.dpuf
 

giovedì 30 ottobre 2014

Crevit, la moneta con l'ambizione di combattere la crisi

Un nuovo tassello della rassegna stampa. Questa volta, tocca ad Asca.it, agenzia giornalistica.  Il pezzo risale a settembre, pertanto il numero di transazioni, di conti etc è, naturalmente, variato.


Crevit, la moneta con l'ambizione di combattere la crisi

22 Settembre 2014 - 16:40
L'esperienza italiana ha raggiunto 2 mln transazioni, 3mila utenti (ASCA) - Roma, 22 set 2014 - Transazioni per oltre 2 milioni di euro, pubblicate offerte per oltre 20 milioni di euro e quasi 3.000 utenti. Questi i dati di Crevit.it forniti dal ceo Marco Melega, sul conto on line con moneta complementare che ha l'ambizione di offrire alle imprese e alle famiglie un'alternativa al credito bancario in tempi di credit crunch e di crisi economica. Una sorta di baratto che smaterializza e materializza beni e servizi. Crevit, sintetizza il sito della societa', e' un'unita' di conto non convertibile in denaro che rappresenta i beni e i servizi messi sulla piattaforma dai correntisti Crevit e spendibile esclusivamente presso gli stessi utenti titolari del Conto. Ad 1 Crevit è dato il valore convenzionale di 1 euro. "Nell'immediato - spiega Melega - la moneta complementare Crevit rappresenta una soluzione per risolvere svariate problematiche aziendali quali: la ristrutturazione dei debiti a breve termine nei confronti di fornitori, la realizzazione di crediti insoluti, l'acquisto di approvvigionamenti senza l'utilizzo di propria liquidita'. Ma risolve anche esigenze personali stimolando acquisti che altrimenti sarebbero stati programmati in futuro. Inoltre: interessi, insoluti, dilazioni in Crevit non sono contemplati favorendo un sistema economico equilibrato".
 

mercoledì 29 ottobre 2014

Il Crevit Coin

Crevit non si rivolge solo ai privati che scelgono la “moneta bianco-verde” per effettuare operazioni di compravendita, ma anche alla clientela business di ogni dimensione e settore, per la quale Crevit può essere un nuovo strumento strategico per lo smaltimento dell’invenduto, la realizzazione di crediti insoluti, la ristrutturazione di debiti a breve con fornitori e le operazioni societarie straordinarie come aumenti di capitale e ripianamenti di perdite.
 
Crevit è anche un potentissimo strumento di marketing. Il 29 settembre è stato lanciato il Crevit Coin, uno strumento di loyalty con una formula di co-marketing forte e innovativa, pensato proprio per la grande distribuzione organizzata e per le catene di punti vendita. Il Crevit Coin è una specie di gettone, o fiche cartacea, disponibile in diversi tagli (cinque, dieci, venticinque, cinquanta e cento Euro), dato in omaggio alle casse dei punti vendita della GDO aderente, con lo scopo di aumentare, fino a raddoppiare, il beneficio di spesa del cliente a un target di battuta predeterminato.
 
Visitando la  piattaforma Crevit.it, il cliente troverà i buoni spesa cartacei, emessi dalla GDO aderente in accordo con Crevit e acquistabili senza denaro, utili per generare un effetto di brand awareness e loyalty molto forte nei confronti della catena. Tutto ciò, unitamente all’implementazione della moneta complementare nella gestione amministrativa della catena, a costi veramente contenuti, è in grado di produrre questi vantaggi:
  • Economici, pari al margine di contribuzione medio moltiplicato per l’ammontare dei Crevit emessi
  •  Finanziari,  in misura proporzionale alla quantità di Crevit emessi in pagamento
  • Extrabudget, grazie ai ricavi portati dall’utenza presente nel marketplace Crevit
  • Marketing, a costo zero, derivanti dall’incremento di visibilità alla GDO aderente generato dalla piattaforma promozionale Crevit
     
 
 
Per informazioni: info@crevit.it

martedì 28 ottobre 2014

COMPRAVENDITE IN CREVIT

Il sistema CREVIT™ è regolamentato da precisi principi di fatturazione, considerando la moneta complementare Crevit UN BUONO SPESA VIRTUALE DEL VALORE DI 1 (un) EURO. Di seguito alcuni esempi pratici:

1) EROGAZIONE DEL FIDO IN CREVIT: Crevit Italia s.r.l. emette, per conto di TUTTO L’INSIEME DI UTENTI che rappresentano il Circuito CREVIT, una certa quantità di CREVIT all’utente convenzionato che ha richiesto un fido, dopo che lo stesso ha superato le opportune verifiche in istruttoria. L’erogazione del FIDO in CREVIT avviene con DUE PRECISE AZIONI: a) Accredita il CONTO CREVIT dell’utente convenzionato della quantità di Crevit richiesta; b) Emette contestualmente FATTURA fuori campo I.V.A. (art. 2 comma 3^ lettera a del DPR 633/72) della quantità di CREVIT accreditata.
2) COMPRAVENDITA IN CREVIT: ipotizziamo che l’ Utente A sia un’azienda ed abbia un telefonino usato da vendere ad € 100,00 + i.v.a. 22%. La compravendita può avvenire secondo due macro-casistiche in base alla modalità di pagamento accettata:

a. COMPRAVENDITA AL 100% CREVIT: ipotizziamo che l’utente B sia un acquirente azienda. L’utente A fattura all’ utente B il telefonino ad € 122,00, l’utente B emette un pagamento in Crevit tramite la propria area riservata e, contestualmente, emette una FATTURA fuori campo I.V.A. (art. 2 comma 3^ lettera a del DPR 633/72) di € 122,00 per il trasferimento di 122 CREVIT con modalità di pagamento in compensazione contabile. Qualora l’UTENTE B sia un PRIVATO sarà sufficiente la ricevuta di accredito ricevuta dal sistema CREVIT per annotare l’incasso nella contabilità dell’ Utente A.


b. COMPRAVENDITA IN CREVIT + EURO: in questo caso l’Utente B Azienda dovrà emettere all’ utente A una FATTURA fuori campo I.V.A. (art. 2 comma 3^ lettera a del DPR 633/72) con modalità di pagamento in compensazione contabile SOLO per la % di CREVIT accettati dall’ Utente A e trasferiti allo stesso. Il residuo del prezzo andrà regolato tramite il sistema di credito tradizionale, a mezzo pagamento concordato tra le parti a mezzo cassa contanti, bonifico o assegno bancario.

ATTENZIONE: Le fatture riguardanti trasferimenti di CREVIT andranno sempre compilate fuori campo I.V.A. (art. 2 comma 3^ lettera a del DPR 633/72) indicando compensazione contabile.